IL GIORNO DOPO...i quarti di Coppa Italia: le seconde linee che arrancano, l'Inter non è una banda di polacchi o danesi

Rubriche fonte : di Stefano Napolitano
IL GIORNO DOPO...i quarti di Coppa Italia: le seconde linee che arrancano, l'Inter non è una banda di polacchi o danesi

Il giorno dopo Napoli – Inter, è il giorno delle polemiche e quello in cui gli azzurri si ritrovano fuori dalla Coppa Italia e dopo lo straordinario cammino in campionato ci può anche stare. La rosa, malgrado qualcuno la pensi diversamente, non è ancora tecnicamente e numericamente all’altezza per poter sostenere tre competizioni. E anche ieri sera si è visto.

Il giorno dopo Napoli – Inter, molta attesa c’era per le scelte di Sarri. E il mister sceglie bene. Giustamente a riposo in sei. Impensabile andare avanti sempre e solo con gli stessi. Tra gli altri, a riposo, Hamsik, Higuain ed Insigne, tantissima qualità, normale che, alla lunga, il rendimento della squadra ne avrebbe risentito. Poco male, Sarri aveva previsto anche questo. Quando ha scelto la formazione, magari avrà scelto anche la competizione. E ha lanciato l’ennesimo messaggio. Nel bene e nel male, lui è uno che parla con i fatti. E anche ieri sera l’ha fatto.

Il giorno dopo Napoli – Inter. Il primo tempo scivola via con la solita Inter incapace di mettere insieme quattro passaggi consecutivi e con il solito Napoli che, malgrado imbottito di seconde linee, prova a sviluppare il suo gioco. Della prima frazione si ricorderanno un paio di manovre in velocità sulla sinistra e una di queste porterà alla conclusione Callejon. Handanovic si farà trovare pronto come al solito. Per Reina, nessun intervento di rilievo.

Il giorno dopo Napoli – Inter. Ad inizio della seconda frazione, gli azzurri provano ad accelerare, alzano il pressing, ma i tempi non sono sempre quelli giusti. Le seconde linee arrancano. A molti mancano i 90 minuti. Valdifiori appare gracile e timido, Strinic non salta mai l’uomo, D.Lopez è lento. Gabbiadini ci mette tantissima buona volontà, ma in zona goal non sarà mai pericoloso. Sarri proverà con gli inserimenti di Hamsik ed Higuain.. Ma sarà l’Inter a passare con Jovetic e a chiuderla nei secondi finali con Ljajic.

Il giorno dopo Napoli – Inter. Malgrado i tanti cambi, l’impronta di Sarri si è vista eccome anche ieri sera. La squadra ha mandato giù a memoria i suoi dettami. L’imperativo è tenere palla, fino a quando non vi è quasi la certezza dell’imbucata. Il principio è semplice: fino a quando si è in possesso del pallone, non si subisce. E questo è un altro segreto della migliore fase difensiva di quest’anno. Poi, ovviamente, la differenza, la fanno gli interpreti. E ieri sera non erano tutti all’altezza, inutile girarci intorno.

Il giorno dopo Napoli – Inter. Il Napoli, ormai, è una squadra di un certo livello. Primo posto in classifica. Miglior attacco, miglior rendimento interno, minor numero di sconfitte. Il tutto ottenuto quasi sempre con gli stessi elementi. E questo qualcosa  vorrà pur dire. Qualche volta, per scelta o per necessita, Sarri ha dovuto far ricorso a qualche rincalzo, ma mai a più di due a partita. In genere, li ha utilizzati a gara in corso. Negli ultimi venti – trenta minuti. Quando gli avversari sono stanchi e anche i soli polmoni possono fare la differenza. Utilizzati tutti insieme, come ieri sera, è normale che il tasso tecnico cali. Tutti insieme hanno ben figurato contro i modesti polacchi e i simpatici danesi. Ma già contro il Villareal, finirebbero per andare in difficoltà.

Il giorno dopo Napoli – Inter. Gli azzurri sono una squadra da vertice e di un certo livello e necessitano di rincalzi all’altezza in ogni ruolo e non solo in prima linea. Specialmente nella zona nevralgica del campo, zona dove poi si decidono le gare e quindi le sorti del campionato. E sarebbe un peccato non provvedere. Al Napoli restano 18 finali da giocare. Obbligatorio attrezzarsi.

Il giorno dopo Napoli – Inter. Quando si ha un Higuain, 20 reti in 20 gare, un Reina sempre più leader, un Insigne maturato e più efficace in zona goal, un Callejon ormai tatticamente insostituibile; un Koulibaly in continua crescita, un Hamsik ritrovato, un. Jorginho rigenerato. Più se ne hanno all’altezza e meglio è. E chi parla di equilibrio di spogliatoio e di meccanismi da apprendere è fuori strada. L’equilibrio lo si lasci ai trapezisti del circo e in quanto ai meccanismi, i grandi giocatori sono tali proprio perché apprendono subito. Se poi si devono ricercare scuse per l’immobilismo sul mercato, ogni scusa è buona e alziamo le mani.

Il giorno dopo Napoli – Inter è anche il giorno delle polemiche per le frasi dette e gli atteggiamenti in campo. Tutto sapientemente ingigantito da chi, non aspetta altro per dedicarsi al gossip del rettangolo verde. E’ qualcosa che a costoro riesce meglio che parlare e scrivere di calcio. Evidentemente non ne sono all’altezza. Ormai taluni allenatori, sono molto più bravi nella comunicazione che nell’esercizio della propria professione. Noi ci teniamo il nostro. Senza giacca e cravatta. Con il mozzicone tra le dita ingiallite. Poco telegenico ma sapiente conoscitore della materia calcio che è poi quello che conta. O, almeno, così dovrebbe essere. 

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