IL GIORNO DOPO la ventiquattresima giornata... il doppio Callejon, il dato da non sottovalutare e la manita evitata da Castori

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IL GIORNO DOPO la ventiquattresima giornata... il <i>doppio</i> Callejon, il dato da non sottovalutare e la <i>manita</i> evitata da Castori

Il giorno dopo la ventiquattresima giornata, è il giorno dell’ottava meraviglia, del record di vittorie consecutive battuto, del 24° goal in 24 gare del Pipita, del primato conservato e che permetterà al Napoli di presentarsi a Torino sabato prossimo in testa alla classifica.

Il giorno dopo la ventiquattresima giornata, per farlo occorreva superare l’ostacolo Carpi. E il Napoli lo farà non senza qualche difficoltà. Gli emiliani giocano a non giocare. Eludono a modo loro il pressing alto degli azzurri – uno dei punti di forza dell’undici di Sarri, quello di recuperare palla con gli avversari in “uscita” – nella maniera più semplice del mondo: riconquistano palla e la riconsegnano agli avversari, per poi tornare a disporsi con le due linee da cinque davanti ai propri sedici metri. Niente da dire, complimenti a Castori, fautore di un calcio “moderno”. E’ proprio vero che per assistere a belle partite, bisogna essere in due a giocare.

Il giorno dopo la ventiquattresima giornata, nella prima frazione, il Napoli sbatte contro il muro del Carpi anche se la possibilità di sbloccarla ci sarebbe. Non bastano gli occhi di un arbitro e quelli di assistente e guardialinee per vedere un rigore enorme per un evidente fallo su Callejon. La gara avrebbe preso certamente un’altra inerzia e magari sarebbe finita con l’ennesima manita della stagione per buona pace del calcio di Castori.

Il giorno dopo la ventiquattresima giornata, per il resto, la prima frazione propone poco. Gli spazi stretti, inducono i centrocampisti a portare troppo palla. Rispetto a Jorginho, Valdifiori si propone di meno e appare più lento nello smistare il pallone. Calcia meglio da fermo, i corner arrivano fino a centro area, ma solo quello. Senza palla gli attaccanti si muovono poco, tranne Callejon che appare il solito moto perpetuo. E’ in tutte le zone del campo e sempre con profitto. Certe volte si ha l’impressione che in campo ce ne sia più di uno.

Il giorno dopo la ventiquattresima giornata, la ripresa si apre con il Napoli ancora più “alto” alla ricerca dello spazio giusto. E lo troverà anche. Hamsik premierà l’ennesimo taglio di Callejon con un millimetrico lancio. Lo spagnolo insaccherà con un tocco morbido e con la naturalezza del campione. Un inesistente fuorigioco renderà tutto inutile. Per sbloccare queste gare, occorre il guizzo del fuoriclasse e il Napoli l’aveva trovato. Poco dopo, ci penserà il solito Higuain a sbloccarla. Si assumerà la responsabilità di calciare dagli undici metri il pallone dei tre punti e, da quel momento, non ci sarà più partita.

Il giorno dopo la ventiquattresima giornata, il Napoli chiude nel migliore dei modi il tour de force delle tre gare in otto giorni facendo bottino pieno. Un pizzico di stanchezza è comprensibilmente venuto fuori in alcuni elementi anche perché chi è costretto a fare la gare, chiaramente spende di più. Per continuare a tenere vivo il sogno, occorreva vincere e il Napoli l’ha fatto e questo conta.

Il giorno dopo la ventiquattresima giornata, rispetto al girone d’andata, gli azzurri in cinque gare, hanno già messo insieme ben nove punti in più. E tranne la Juventus, nessuno tiene il passo. I punti sulla terza sono ben dieci. E anche questo è un dato da non sottovalutare. L’accesso diretto alla prossima Champions garantirebbe denaro e mercato.

Il giorno dopo la ventiquattresima giornata racconta degli attributi di Higuain nel presentarsi dagli undici metri. Di un Reina ancora una volta spettatore e tifoso non pagante ma sempre più leader. Di un Koulibaly sontuoso e di un Callejon praticamente indispensabile. Della crescita di Hysaj ad un Allan che non si risparmia mai. Unica nota stonata,  quel pizzico di egoismo di Insigne che ogni tanto ancora viene fuori. Ha indiscutibili numeri e qualità. Conta metterli al servizio della squadra. Sempre. E in questo finale di stagione ancor di più.

Il giorno dopo la ventiquattresima giornata, anche se mancano cinque giorni, Juventus – Napoli è già iniziata. Si giocherà in uno stadio ostico e contro gli avversari di sempre. Il Napoli ci arriva meglio. Forte di un suo gioco consolidato e della consapevolezza dei propri mezzi. Gli uomini di Allegri forse più stanchi dalla lunga rincorsa e magari anche stressati. Perché malgrado le 14 vittorie consecutive, sono ancora dietro. E dietro ci auguriamo di ritrovarli anche sabato sera. Magari ancora più dietro…

Stefano Napolitano

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