Il simbolo della gavetta sfida il girovago della panchina: Sarri-Pioli, entrambi hanno bisogno di vincere

Rassegna Stampa fonte : Il Roma
Il simbolo della gavetta sfida il girovago della panchina: Sarri-Pioli, entrambi hanno bisogno di vincere

Diciassette anni per la grande occasione, colta al volo, di rincorsa, con una squadra da rianimare e da rilanciare. La grade sfida di Stefano Pioli, girovago della panchina, passato dalla provincia alla grande metropoli: prima Lazio e poi Inter, ultimo step di una crescita che lo ha portato dagli allievi del Bologna fino alla Madonnina. Un po’ come Sarri, simbolo della gavetta e della meritocrazia, portatore di un messaggio positivo per chi si avvicina allo sport. Le imprese non restano ideali, talvolta si realizzano e trovano compimento perfetto.

L’AZZURRO. È andata così all’allenatore tifoso del Napoli, seduto sulla panchina della squadra del cuore. Non si potrebbe chiedere di più al dio del pallone, per una volta benevolo e giusto. Mancano le vittorie, quelle di fine corsa, segnate da un traguardo solamente sfiorato. Per i miracoli bisogna ancora attrezzarsi ma la squadra, col professore in tuta, ci ha provato con convinzione lo scorso anno, senza riuscirci. Quest’anno il canovaccio è diverso, le ambizioni (al di là delle dichiarazioni di facciata) sono diventate più miti perché alcuni calciatori hanno subito un naturale processo di normalizzazione. Non è cambiato nulla per Sarri, convinto di poter far bene, certo di risalire la china perché consapevole della forza di un gruppo solido e di valore, destinato ancora a migliorare, a trasformare i limiti dell’adolescenza in virtù.

IL NERAZZURRO. Ha problemi diversi Pioli, tipici del subentrante costretto ad ottenere tutto e subito. È vittima delle rivoluzioni tattiche e tecniche che hanno letteralmente sventrato l’Inter negli ultimi mesi. Ha dunque il delicato compito di rimettere insieme un puzzle spazzato via da sconfitte clamorose e da polemiche senza fine che hanno finito per travolgere tutti, in primis gli allenatori. Un’impresa tutt’altro che semplice, con all’orizzonte la sfida del San Paolo, un match che sa tanto di dentro o fuori per Napoli e Inter. Pioli e Sarri alla lavagna, per una sfida dai grandissimi contenuti tattici. Il tecnico nerazzurro ha mantenuto l’ossatura di De Boer, improntata sul 4-2- 3-1, modificando però uomini e atteggiamento: baricentro più alto e rilancio in mediana dell’oggetto misterioso Kondogbia. Novità anche in difesa, laddove ha ricominciato a trovar spazio l’epurato Ranocchia a discapito di Murillo. Squadra coraggiosa, votata alla valorizzazione del centravanti Icardi, indispensabile punto di riferimento. Sarri, forte delle certezze del suo 4-3-3, proverà a pareggiare il gap fisico rilanciando Diawara a centrocampo. Senza punta centrale di ruolo, sarà fondamentale tener stretti Insigne e Callejon, pronti a gettarsi nello spazio lasciato libero tra terzini e centrali nerazzurri. Scacchiere pronto e spettacolo assicurato.

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