Napoli Calcio - A vederlo ora sembra davvero di leggere la favola del brutto anatroccolo. Perché nei primi lunghi mesi di permanenza a Napoli, le vicende di Hirving Lozano sembravano far pensare a tutt'altro che ai 45 milioni di euro spesi da De Laurentiis.
Lozano
Sotto la gestione Ancelotti, infatti, Lozano è apparso spesso in ritardo di condizione, fuori contesto e assolutamente lontano dal tipo di giocatore che a Napoli tutti si aspettavano. Anche i primi mesi con Gattuso non sono stati idilliaci, ma Rino ha avuto la pazienza di aspettare il messicano, e soprattutto di mettersi nelle sue orecchie e nel suo cervello. «Lozano decisivo? Per me non è una novità », confessa Jeroen Zoet, oggi portiere dello Spezia, ma per due anni compagno di squadra di Lozano al Psv , come riporta Il Mattino: «Quando il trasferimento in Olanda è stato ufficiale ho perso più di qualche giorno a studiare i suoi video online. Guardavo le sue prestazioni con il Pachuca e quelle con la nazionale messicana e rimanevo stupito dalla sua rapidità e dalla sua corsa. Un giocatore orientato sempre verso la porta. Poi l'ho visto dal vivo in allenamento e ho capito che quei video erano perfettamente veritieri». E infatti anche durante il periodo di difficoltà lo stesso Zoet non ha mai avuto dubbi sull'esplosione del messicano. «Mi aspettavo che potesse far bene anche in serie A perché ha qualità enormi. Quando ha lo spazio per attaccare è micidiale e poi è velocissimo. Quando giocavamo insieme era fondamentale sia per i gol ma anche per gli assist». Ecco, per un portiere non doveva essere troppo facile la vita avere un attaccante come lui tutti i giorni in allenamento. «à stato bellissimo allenarsi insieme a uno come Lozano. Perché provava a farmi gol da ogni posizione e poi voleva vincere sempre. Qualunque partita si giocasse Ma devo dire che per entrambi ogni allenamento era una bella sfida a chi riuscisse a fare meglio».