I fuggitivi...

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I fuggitivi...

Talenti erranti. Come i cavalieri ottocenteschi, contro tutti e tutto. Incuranti di pericoli e conseguenze. Non per purezza e devozione, in questo caso, ma per gloria e ambizione. Amadou Diawara, Nikola Maksimovic e ora Leandro Henrique do Nascimento: l'ultimo fuggitivo in ordine di tempo, il più ribelle tra tutti. Perché Leandrinho, fantasista classe 96, è un uomo libero solo 375 giorni dopo. Da ieri, in pratica. Dopo una lunga telenovela iniziata il 4 gennaio 2016 e una sorta di ordinanza restrittiva emanata dal Tribunale di São Paulo che l'ha fermato in modo perentorio: "Finché non verrà definitivamente chiarita la vicenda, è impossibilitato dal firmare qualsiasi contratto".

Un 18enne temerario, ovviamente anche mal consigliato, che si è spinto fino a scomparire letteralmente disertando il ritiro di inizio stagione. Una vicenda, tra l'altro, che vi abbiamo dettagliatamente raccontato già in estate. Desaparecido, senza più dare notizie se non postare foto sui social dai luoghi più disparati. Per un capriccio e la certezza di essere già un grande tra i piccoli. Il tutto anche perché il contratto, firmato un anno prima, era giovanile e non professionsitico. Ma non è stato sufficiente, causa legge Pelè e l'ostinazione della società bianconera chiaramente infastidita. Fino alla cauzione, di 600 mila euro, versata dal Napoli per chiudere la vicenda e soddisfarre tutte le parti. 

Storie che si intrecciano e ritornano, tutte all'ombra del Vesuvio. Dal Brasile passando per Bologna e Torino. Come il neo regista partenopeo, ora tra le rivelazioni (ma non troppo) di questa stagione. Prima un avvio a rilento causa anche una condizione non ideale, poi l'exploit fino a scalzare Jorginho che a sua volta aveva costretto Valdifiori all'esilio. Un'occasione colta al volo dal club partenopeo, in virtù del duro braccio di ferro tra l'atleta col Bologna: anche qui muro totale e una lunga assenza ingiustificata. Proprio come il difensore ex granata, fuggito in Serbia pur di scampare all'ira di Mihajlovic e ottenere quella promessa di Urbano Cairo non mantenuta. In giro per l'Italia e per il mondo, in attesa dell'ok per rientrare a Capodichino.

Talenti ribelli, insomma. Che ora spetterà gestire a Maurizio Sarri e alla SSC Napoli. Soprattutto i due più giovani, a cui sarà necessario dare una cultura del lavoro per indirizzarli sulla retta via. Una gestione, tra l'altro, insolita per la società di Aureliio De Laurentiis che aveva finora optato per profili più sobri. Ma evidentemente le occasioni sono state considerate troppo ghiotte: da una parte un arcigno difensore per il presente e il futuro, dall'altra due talenti di prospettiva che potranno portare a grandi plusvalenze. A proprio rischio e pericolo, però. Talenti che possono esplodere, in un senso o nell'altro... 

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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