Il girnalista Sandro Sabatini ha rilasciato alcune dichiarazioni sul suo canale Youtube:
"Igor Tudor porterà, anzi, ha già portato grande entusiasmo alla Juventus. Poi metterà tutti i giocatori nel loro ruolo e si vedrà, soprattutto Koopmeiners, in una versione decente, direi. Infine, dovrà vincere sei partite per conquistare il quarto posto che vale la Champions League. Sei partite su nove significa che la Juventus può permettersi anche il lusso di perdere tre scontri diretti con Bologna, Roma e Lazio. Questi sono i conti, e vedrete una bella stagione se avrò avuto ragione oppure no.
Con 70 punti si va in Champions League. Poi, che cosa succederà? Questo è il grande tema di discussione alla Juventus. Io credo che, con il quarto posto, Tudor avrà buone possibilità di conservare il posto in panchina. Ma l'alternativa – che è qualcosa di più di una semplice alternativa – si chiama Antonio Conte. In questo senso, però, ci vorrà l'ok da parte di De Laurentiis. Tra i due i rapporti sono eccellenti, ed è un ok che potrebbe anche arrivare.
Ci sarà poi il moltiplicatore dell'ingaggio di Antonio Conte, che non è ovviamente quello di Tudor. E poi c'è anche una curiosità: Conte si porterà dietro Oriali, il suo fedelissimo, con una grandissima connotazione interista alle spalle. Perchè faccio questo riferimento? Perché in questi giorni sono rimasto particolarmente colpito da una dichiarazione di Marotta, che poi ha effettivamente in qualche modo ammorbidito.
Ha detto di aver imparato come si vince alla Juventus e di aver portato questa cultura della vittoria all'Inter, trasmettendola al club nerazzurro. Ora, Marotta è il miglior manager che esiste, però adesso è il presidente dell'Inter, e se posso permettermi, è il presidente dell'Inter del 2025, che magari – come sperano tutti i tifosi – ripeterà il Triplete del 2010. Ma il Triplete significa che la cultura della vittoria c'era già prima. Quindi, Marotta non ha portato qualcosa di diverso dall'organizzazione manageriale. Non parliamo di cultura, di tradizione, di storia, perché quella è un'altra cosa. Non parliamo nemmeno di DNA, perché il DNA è scienza.
Ogni società deve rispettare la propria storia e la propria tradizione, considerando il passato con grande rispetto. Il passato della Juve qual è? Quello degli ultimi cinque anni? D'accordo, allora facciamo una discussione su questo. Ma non coinvolge necessariamente Allegri, bensì una certa narrazione, secondo cui i tre anni di Allegri sarebbero stati un disastro.
Se non ve ne eravate accorti, i tre anni di Allegri iniziano con la cessione di Cristiano Ronaldo. Da lì parte la politica di riduzione del monte ingaggi e di valorizzazione dei giovani, solo che non è stata raccontata in un certo modo. Adesso sembra che la politica di riduzione del monte ingaggi e il focus sui giovani siano iniziati con l'accoppiata Thiago Motta-Giuntoli. Ma questa è una narrazione sbagliata, una fake news. Ed è anche, secondo me, irrispettosa nei confronti dei tifosi, che leggono e magari ci credono, e della stessa tradizione della società. La tradizione non è come una luce a intermittenza: comprende periodi alti e bassi, momenti in cui va tutto bene e momenti in cui va tutto male. Il percorso, in ogni caso, non può essere affidato a una narrazione che assomiglia a una fake news. Se andate a vedere i bilanci, la riduzione degli ingaggi e l'abbassamento dell'età media della rosa sono stati fatti più negli anni scorsi che non quest'anno. Quest'anno, infatti, i giovani sono stati venduti tutti.
Fa impressione l'elenco dei giocatori acquistati: 15 acquisti, ma solo uno – Thuram – si è rivalutato. Tutti gli altri si sono deprezzati. Invece, le cessioni rappresentano una formazione intera di giovani, assolutamente credibile: Kean, Soulé, Fagioli, Huijsen… Questa formazione di giovani è stata completamente venduta. Bisogna fare attenzione tra "politica dei giovani" e "squadra giovane". La politica dei giovani era quella che faceva prima la Juventus; la squadra giovane è solo un esercizio sull'età media. Sembra un gioco senza frontiere, oppure un dato da affidare all'intelligenza artificiale. Ma bisogna anche guardarle le cose: se si esclude il portiere (Szcz?sny-Di Gregorio), l'età media della squadra è più alta adesso rispetto all'anno scorso. Con una piccola differenza: mentre Locatelli, McKennie, Bremer e Gatti erano stati acquistati a 22-23-24 anni, adesso il mercato è stato fatto con giocatori di 26, 27 e 28 anni.
Sono giocatori che, una volta terminato il contratto con la Juve, non li rivendi più. Puoi ragionare quanto vuoi sull'età dei media, ma la politica dei giovani è un'altra cosa. E poi c'è la questione dei prestiti. A memoria, non ricordo una Juventus che giocasse con tre o quattro prestiti nella formazione titolare. Eppure è successo. Tre o quattro prestiti, neanche l'Empoli o il Monza. La maglia bianconera, così, sembra quella dell'Udinese.
Eppure tutto questo è successo e, secondo me, non è stato raccontato bene. È stata raccontata molto la versione della Juventus vista dalla parte di Giuntoli, che ha avuto le chiavi della cassaforte bianconera e la combinazione per aprirla. Ma ha sfruttato bene questo potere? Secondo me, no. Non lo dico io, lo dicono i risultati ei conti. Perché vedrai che il bilancio, anche se il primo semestre è stato abbellito, porterà probabilmente a una ricapitalizzazione. E la ricapitalizzazione non è un esercizio banale. Non si tratta solo di emissione di soldi a prescindere. Quando coinvolge John Elkann, coinvolge anche Stellantis, con tutte le problematiche sociali rappresentate da questi nomi.
Eppure, fino a pochi giorni fa, si parlava della Juventus che avrebbe comprato Osimhen. Ma con quali soldi? 75 milioni, ammesso che il Napoli ha accettato di venderlo alla Juve? Senza contare che la clausola vale solo per l’estero. Osimhen, Antonio Conte… sono operazioni da 10 milioni di stipendio. E i conti, alla fine, sarà difficile farli quadrare. A meno che non ci siano cessioni di massa. Si parla di Vlahovic in uscita, ma i soldi del suo acquisto non verranno recuperati. Cambiaso a 50 milioni? Vedremo. E poi Højlund, il talento, la maglia numero 10, l'erede di Del Piero... via tutti? E poi chi gioca?
Una volta i tifosi chiedevano: "Chi compra l'Inter, il Milan, la Juve?" Ora dovrebbero chiedere: "Chi vende la Juve?".Non si fa il mercato così. La Juventus non può essere una squadra che vende Cambiaso, Højlund e Vlahovic e poi prende tre prestiti per una stagione. Così non costruisci un'identità, né una squadra né una società. Eppure questo è stato fatto nell'ultimo anno. Accompagnato dal mantra: "Ci vuole tempo". Il tempo, però, bisogna saperlo sfruttare. Tudor lo sfrutterà? Io credo di sì. Perché l'ho visto lavorare.E se qualcuno pensa che io ce l'abbia troppo con Giuntoli, dico che le critiche sono proporzionate al suo ruolo, al suo spessore e… al suo stipendio. Perché Giuntoli è il direttore sportivo più pagato al mondo.