ESCLUSIVA - Inglese, lo scopritore: "Preso da un oratorio e venduto per dei kit da calcio. Minacciò di non giocare più per colpa mia. Sull'approdo al Napoli..."

Le Interviste  
Roberto Inglese sul lungomare di Vasto da bambinoRoberto Inglese sul lungomare di Vasto da bambino

Roberto Inglese è un nuovo calciatore del Napoli. Il club di De Laurentiis ha versato 10 milioni di euro più 2 di bonus nelle casse del Chievo Verona, lasciandolo fino al 2018 in prestito ai gialloblu. Abbiamo intervistato il suo scopritore, Lucio Rullo, quando era alla Virtus Vasto, praticamente agli albori della sua carriera calcistica. 

Mister, dove e come lo scoprì?
Affrontavamo una formazione dilettantistica, lui giocava in una squadra di oratorio. Lo vidi e mi attivai per convincerlo a venire qui. Ha fatto due anni con me. 

E’ sempre stato attaccante?
No. Lo trasformai totalmente dal punto di vista tattico: ruolo e modo di concepire il calcio. Giocava a centrocampo: scartava tutti e arrivava al tiro, si divertiva per questo. Ma non lo vedevo realizzarsi al meglio in quella posizione. Io collaboravo con il Milan, c’era Bertani all’epoca. I rossoneri vennero a fare dei campus a Vasto, c'erano anche De Sciglio, Fossati, Paloschi. Nel vedere Inglese mi nacque l’idea di metterlo attaccante. Bertani, responsabile del Milan, mi disse: ‘Hai ragione, questa è una prima punta’.

E come reagì?
Quando glielo dicemmo ci disse che non sarebbe più voluto venire a giocare. Si divertiva molto a centrocampo perchè partecipava di di più all'azione, in attacco non ci voleva stare perchè riceveva pochi palloni. A 13 anni non capiva che avrebbe potuto fare ancora meglio. 

Ci racconti Inglese uomo…
Quando torna a Vasto è di un’umiltà che ti spiazza, sta seduto con la gente, ritrova gli amici che aveva. Il Napoli ha preso un ragazzo intelligentissimo. Il Milan ci disse: 'Non lo date a nessuno, lo vogliamo noi'. Era promesso sposo. Poi Bertani passò a fare l’osservatore e cambiò società. Da lì non se ne fece più nulla. 

Poi il Pescara...
Sì. Poco dopo incontrammo il Pescara, vincemmo noi ed il club abruzzese lo notò subito.

All’inizio ci dissero: è ancora gracile. Ad un dirigente del Pescara dissi: 'Inglese arriva in serie A, stanne tranquillo'. Scrissi il suo nome su un bigliettino. E ridendo mi rispose: 'Se ci prendi, hai fatto centro'. 

Consigliai anche di prendere Verratti. Stavamo parlando, lui era un po’ indeciso per il suo essere piccolino fisicamente. Gli dissi: “Prendilo, mal che vada te lo trovi. Ma se questo non lo prendi e poi esplode sei finito. Anche se è piccolino'.  

Che impatto hanno i suoi genitori sulla sua carriera?
Una famiglia molto per bene, molto umile, con grandi valori. Non mi hanno mai rotto le scatole per far giocare il proprio figlio o sul come metterlo in campo. Questa è stata la sua fortuna. Si sono sempre fidati di me. 

Come ce lo vede al Napoli dall'anno prossimo, con tutta quella concorrenza?
Le sue potenzialità non sono ancora espresse. Al Napoli se la giocherà, quando verrà dopo 3-4 mesi lotterà per il posto di titolare con i big. Si applica come pochi. Quando Maran non l’ha fatto mai giocare non ha fatto mai polemiche. Gli dicevo: 'Robè rispetta gli altri. Quando sarai famoso, ricordati dei poveri e dei bisognosi. Se mi vuoi fare un regalo, a quel punto, accudisci una famiglia bisognosa'. 

L’altra volta è tornato a Vasto, addirittura ha partecipato ad un torneo di calcetto. Non so neanche se abbia fratelli o sorelle, i genitori non mi hanno mai detto A, sono una famiglia riservatissima. 

L’ha sentito negli ultimi giorni o durante il mercato?
Non ancora, ma lo sentirò a breve. 
Mi aveva detto che c’era qualche società interessata a lui quest’estate… Napoli intelligente, lo farà restare un anno al Chievo. Hanno fatto una grande operazione, è un giocatore da 18-20 milioni di euro. Se se lo portano in ritiro a Dimaro resta con Sarri

L’ultimo anno che fece con i regionali mi fece una marea di goal. E ciò nonostante, era il primo a venire all’allenamento e l’ultimo ad andarsene, anche se è sempre stato più bravo degli altri. 


A quanto lo vendeste al Pescara?
Pensa… ci diedero solo materiale sportivo. Praticamente lo cedemmo per palloni, borse e altri kit sportivi. C’era un patto però con il Pescara, dicemmo: ‘Se ce lo mandate indietro dovrete pagare delle penali'. 


Un soprannome da piccolo? 
Semplicemente Roby… Io gli dico sempre che deve andare nel campionato inglese, è ideale per quel tipo di calcio. Oltre che per il cognome... Lo prende in giro per questo. 


Paragonabile a…?
Questo è un giocatore particolare. Difficilmente paragonabile a qualcuno. Forte fisicamente, grande fiuto del goal. Secondo me è paragonabile solo a sé stesso. Di lui mi ha meravigliato sempre la voglia di migliorare di più nonostante fosse il più bravo. Umiltà incredibile. 

Di quale squadra è tifoso?
Del Milan, perchè lui ci giocava spesso contro. Andavamo a vedere le partite e lui mi diceva “Quanto vorrei giocare qui”. 

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