Tommaso Bianchini, chief revenue officer della Società Sportiva Calcio Napoli, ha rilasciato un'intervista alla IPE Business School.
Hai parlato di placement, viene anche spontaneo chiederti la quota rosa all'interno delle società sportive, nell'ambito dello sport. Cosa ne pensi a riguardo, credi che siamo ancora nella fase embrionale?
“Penso che quando c'è intelligenza, brillantezza e competenza, uomo o donna non fa assolutamente alcuna differenza. Ovviamente la difficoltà è stata ed è nella parte più sportiva, perché comunque nella parte aziendale ormai c'è una commistione assoluta: ci sono tantissimi dirigenti donne, come giusto che sia. Diciamo che è stata sdoganata, giustamente perché siamo nel 2025, ci mancherebbe altro. La parte sportiva oggettivamente resta appannaggio degli uomini, ma non tanto per un discorso uomo o donna, ma per un discorso che è terreno di ex giocatori quasi sempre. Ci sono delle ex calciatrici che adesso si stanno affacciando, secondo me là ci vorrà sinceramente un po' più di tempo, anche se abbiamo avuto esperienze di CO donne come Lino Souloukou alla Roma, che era il vertice aziendale, ed era a capo anche della parte sportiva. Però sono sempre ruoli che mischiano parte aziendale e parte sportiva, ruoli prettamente sportivi diciamo che forse è un po' presto, però noi abbiamo una collega che si è appena diplomata in direzione sportiva, che viene dalla parte marketing e che era interessata alla parte sportiva: ha fatto il corso, è stata una dei migliori: voglio dire, ci sono casi sicuramente di donne che hanno voglia anche di andarsi a cimentare. Sicuramente c'è questo retaggio ma non solo italiano, perché poi in tutto il mondo, anche gli altri sport, l'atleta professionista prima era soltanto uomo, ora il mondo delle donne si è aperto al professionismo. Magari fra 10 anni 20 anni, quando loro smetteranno, saranno magari più pronte poi per entrare in un mondo sportivo”