A â1 Football Clubâ, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Enzo Bucchioni, giornalista e scrittore. Di seguito, un estratto dellâintervista.
Grande attesa per Napoli-Inter: chi ha più da perdere?Â
âPer lâInter potrebbe essere unâoccasione dâoro per portarsi a quattro punti di vantaggio e gestire meglio le energie. Dallâaltra parte, il Napoli potrebbe anche giocare su due risultati, perché mantenersi a meno uno significherebbe avere un calendario favorevole e giocarsela fino alla fine. Questa partita non è decisiva. Sentiamo spesso dire 'sfida scudetto' e altre espressioni simili, ma dopo questa gara mancheranno ancora undici giornate. Come si fa a parlare già di duello scudetto? Certo, è una sfida importantissima nella corsa al titolo, ma attenzione: secondo me câè anche una terza squadra che può inserirsi nella lotta. Il suo nome è Atalanta. Quindi, non possiamo ridurre tutto a un duello tra Napoli e Inter, come se dietro ci fosse il vuoto. A maggior ragione, la partita va affrontata con grande attenzione dal punto di vista tattico. Perdere significherebbe confermare un momento negativo, considerando anche la sconfitta di Como, che testimonierebbe le difficoltà del Napoli nel ritrovare sé stesso. Al contrario, un risultato positivo potrebbe dare fiducia. Inoltre, ci sono ancora tante altre partite da giocare. LâInter avrà la Champions League e la Coppa Italia, impegni che il Napoli non ha e che quindi potrebbero rappresentare un vantaggio. Per il Napoli, la chiave sarà ritrovare quelle caratteristiche che lo hanno reso grande per buona parte della stagione: determinazione, rabbia agonistica, corsa. Mi aspetto che, nonostante le difficoltà di organico evidenti, venga fuori quel carattere straordinario che lâallenatore ha trasmesso alla squadra. Questo è un momento di svolta. Io credo che il Napoli scenderà in campo per vincere, ma con intelligenza. Non si gioca per il pareggio, però se tatticamente la squadra resta attenta e non si sbilancia troppo, un pareggio â come allâandata â non sarebbe affatto un risultato negativo. Ovviamente, se si riesce a vincere è ancora meglio, ma bisogna partire da una base solida." Â
Secondo lei i rapporti allâinterno della società come stanno?Â
âà andato via un giocatore come Kvara per 75 milioni e non è sostituito. Si erano fatti dei nomi, ma nessuno è arrivato. Lâorganico presenta delle lacune, e Conte sta cercando di ristrutturare la squadra. Il mercato di gennaio ha inciso sul rapporto tra Conte e De Laurentiis, oltre che sui risultati di febbraio. I rumors emergono, per cui sì, il rapporto potrebbe essersi incrinato, ma non solo quello tra presidente e allenatore, bensì anche dellâeffetto sul gruppo. Non aver dato un segnale forte alla squadra â un messaggio del tipo 'ci crediamo fortemente, avete fatto un lavoro straordinario e noi vi supportiamo' â ha un peso. Lâarrivo di uno o più giocatori sarebbe stato un segnale di fiducia, di credere allo Scudetto, De Laurentiis stesso ha dimostrato di non crederci. Io, per esempio, non avrei preso Garnacho ma Biraghi. Ne ho parlato spesso: non sarà un fenomeno, ma avrebbe dato una mano concreta sulla fascia sinistra, dove il Napoli ha avuto criticità . Ovviamente, non parliamo di giocatori da 60-70 milioni con ingaggi da 10 milioni, perché quelli non sono alla portata. Ma profili intermedi, come Zalewski â che è finito allâInter â sarebbero stati utili. Qualche altro innesto di livello andava fatto. Per quanto riguarda Conte, io non sono convinto che voglia già lasciare. Lo vedo attendista, sta valutando cosa succede a Napoli. à stato attratto dal progetto di ricostruzione, parla spesso di infrastrutture e di un centro sportivo. Per lui sarebbe stimolante portare il Napoli ancora più in alto, non solo dal punto di vista del campo, ma anche come organizzazione societaria e settore giovanile. Credo che questi mesi saranno decisivi. Il Napoli ha risorse e presto arriveranno anche i soldi della cessione di Osimhen. Se con quei 150 milioni, tra Osimhen e Kvara, De Laurentiis farà un altro step di crescita, allora Conte potrebbe restare. Ma molto dipenderà da come finirà la stagione." Â
Parlando di Conte e del suo futuro, non stiamo già aprendo la porta a un suo addio? Perché, sulla carta, ha ancora due anni di contratto dopo questa stagioneâ¦Â
âVero, ma sappiamo che i contratti nel calcio contano fino a un certo punto. Se un allenatore vuole andare via, tenerlo controvoglia non ha senso. Non è che lo paghi per stare fermo. Noi non stiamo facendo ipotesi campate in aria, ma analizziamo certe dichiarazioni di Conte. Io spero che siano solo sensazioni momentanee, perché ritengo che a Napoli stia facendo un grande lavoro. Anche De Laurentiis lo sa: è un allenatore che fa crescere la squadra. Però Conte vive di obiettivi. La sua asticella deve sempre alzarsi. Se percepisce che la società si accontenta, allora perde stimoli. AllâInter è andato via proprio per questo: aveva vinto lo scudetto, ma ha capito che le difficoltà economiche non gli avrebbero permesso di puntare in alto. Il rapporto con la società deve essere chiaro. Gli obiettivi devono essere condivisi. Se il Napoli arriva secondo, Conte deve sentire che lâanno prossimo si punterà a vincere, con rinforzi adeguati. Non è questione di chiedere un nome specifico, ma di avere un progetto ambizioso e strutturato. Se il Napoli lo accompagnerà in questo percorso, lui resterà . Ma se vedrà ostacoli, allora potrebbe prendere altre strade. à un tecnico che non ha problemi a fermarsi quando non trova situazioni lavorative in linea con il suo pensiero calcistico. Però, se lo segui nel suo progetto, ti dà tanto, perché è un personaggio unico sotto questo aspetto."Â