Lele Adani, ex calciatore oggi opinionista sportivo e commentatore Rai, ha rilasciato una lunga intervista al quotidiano Il Mattino dove tra le altre cose ha parlato di Diego Armando Maradona.Â
Ha visto le immagini-choc del corpo di Maradona? «Da quando è morto, non c'è giorno che io non pensi a Diego. Io davanti a quelle foto non so se soffrire o arrabbiarmi ancora di più. Certamente ho una sensazione di ingiustizia elevata a ennesima potenza: prego, perché vorrei che venisse fatta giustizia e che alla fine la verità su come e perché è morto così venisse alla luce. Invoco quella giustizia che nella vita non ha mai avuto».
Lei sa bene che Napoli vive ancora nel nome di D10S. «Lo so perfettamente. Conosco la forza mistica, quell'amore che genera la voglia di impresa. Lo stadio con il suo nome, la statua all'ingresso del campo. Maradona sposta gli equilibri ancora adesso. E poi dalla sua morte, quando cerchi Maradona lo trovi o in un palla di calcio al murales ai Quartieri Spagnoli, il vero santuario».
La pelota no se mancha... «Che frase straordinaria, la più bella di tutte. "Io ho sbagliato e ho pagato", ha detto. Ma il pallone non si macchia. E lui quando ha detto questa frase ha mostrato il più alto senso di rispetto per il calcio, da uomo più influente al mondo: autocritica, ma anche atto di amore puro».