ESCLUSIVA - Magoni: "La mini-era Corbelli vista dallo spogliatoio... Il passaggio al Napoli mi costò la serie A, ma sarò grato a vita a Ferlaino! Futuro? Sarebbe un sogno lavorare accanto a Giuntoli"

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ESCLUSIVA - Magoni: La mini-era Corbelli vista dallo spogliatoio... Il passaggio al Napoli mi costò la serie A, ma sarò grato a vita a Ferlaino! Futuro? Sarebbe un sogno lavorare accanto a Giuntoli

di Leonardo Vivard  (Twitter: @LeonardoVivard)

In vista della prossima sfida di campionato tra Napoli e Bologna di scena sabato alle ore 20.45, CalcioNapoli24 ha intervistato in esclusiva Oscar Magoni, in qualità di doppio ex di questa sfida. Magoni è stato un centrocampista centrale azzurro dal 1999 al 2002.


Partiamo dal passato…
 

E' stato allenato da Zeman, che ricordi ha? "Ottimo allenatore, ha le sue idee calcistiche. In quel momento credevo nel mio allenatore. Ha fatto un calcio innovativo negli tra gli anni 90-95. Poi però il suo calcio alla lunga è stato osservato e capito. Gli avversari lo hanno studiato e ha trovato sempre più difficoltà. Resta uno degli allenatori che ha cambiato la storia del calcio italiano”.

 
Un aneddoto di Zeman che le è rimasto impresso? “Non parlava molto. Ricordo quando dovevo giocare davanti alla difesa a Lecce e mi chiese di giocare terzino destro. All’inizio rimasi un po’ sorpreso, anche perché me lo disse solo due ore prima del match, rivoluzionando una squadra. Io gli avevo detto delle mie capacità, ero stato molto sincero, sapeva cosa potevo e cosa non potevo dargli in quel ruolo. Alla fine non ho fatto neanche tanto male. Sarri e Zeman non hanno niente in comune. Il primo cura molto la fase difensiva avendo squadre sempre molto equilibrate”.

 
Che atmosfera c’era ai tempi di Corbelli e Ferlaino? “Sarò grato a vita all’ingegner Ferlaino. Insieme a mister Ulivieri e a Pavarese mi sono ritrovato a Napoli. Mi sono trovato benissimo con Ferlaino, una persona corretta, astuta, grande uomo di calcio. Corbelli è stato per presidente per poco tempo. Fu il periodo in cui ci fu quel trambusto, anche noi giocatori accusammo la fragilità societaria, le cose si riflettevano all’interno dello spogliatoio”. 
 

Quando le hanno parlato del trasferimento al Napoli è stato scettico nell’accettare? “Quando sono stato contattato dal Napoli, ci ho pensato giusto qualche giorno, perché avrei dovuto lasciare il Bologna in A per andare in B. Ma poi non ho avuto dubbi. Ricordo che mi chiamò il mio procuratore, all’epoca al Napoli c’era mister Ulivieri, ho ricevuto una chiamata anche da lui mi chiamò.  Poi ci incontrammo, facemmo una chiacchierata nei pressi di Cremona, se non ricordo male. Il Napoli giocava a Verona, mi spiegarono il progetto. Dovevo lasciare la seria A ma alla fine decisi per il Napoli. Ho fatto fatica ad inserirmi i primi tempi, arrivai nel mercato di gennaio. Poi piano piano andò sempre meglio. Feci un contratto di sei mesi con opzione di rinnovo per uno, alla fine sono rimasto quattro anni. Volevo provare, non sapevo come sarebbero potute andare le cose. Alla fine tutto si è evoluto per il meglio".

 
Quel goal alla Reggina? “E’ stato un bel goal, io sinceramente non mi rivedo mai. Quella rete l’ho rivista solo una volta perché un mio amico me lo mostrò da youtube. Ma non mi piace vivere nel passato”

Da ex mediano si rivede di più in Allan o Zielinski?  "Il primo, per caratteristiche ci somigliamo di più. Di questo Napoli è il giocatore in cui mi rivedo".

Un giudizio al mercato azzurro? “Mi è piaciuto, un mercato importante. Sono stati acquistati giocatori potenzialmente fortissimi, ma già forti di base. Possono fare un grande salto di qualità. Milik su tutti sta già facendo cose importantissime".

Condivide l’inserimento delle clausole rescissorie? "Dipende dalla valutazione: se 90 milioni ti garantiscono di fare un ottimo mercato allora sì. Se Pjanic lo vendi, per esempio a 20, allora no. Tutto dipende dall’entità di questa clausola".
 

Ha abbandonato la carriera da allenatore per fare il direttore sportivo. Magoni futuro ds del Napoli? "Magari! Mi ero dato l’obiettivo in dieci anni di arrivare in serie B come allenatore ma non ci sono riuscito. Nei prossimi 15 anni vorrei arrivare in A come direttore sportivo. Entrare nel Napoli sarebbe bellissimo, per quello che mi ha dato questa società e questa città, sarebbe  un onore. Sarebbe un sogno, magari anche non in prima squadra, anche delle giovanili. Non in sostituzione di Cristiano Giuntoli che è bravissimo, ma anche collaborando con lui al suo fianco”. 
 

E’ vero che di recente ha portato dei suoi amici del nord al San Paolo? "Ho portato venti amici bergamaschi. Mi chiedevano da sempre di venire a Napoli a vedere la città e il San Paolo. Li ho fatti entrare nello spogliatoio. Abbiamo deciso di fare questo viaggio. Sono venuto cinque giorni ed è stato meraviglioso. E’ sempre bellissima questa città. I miei amici l’hanno vissuta a pieno, a prescindere dal tifo e dalla rivalità sportiva con Bergamo. Napoli vive di calcio tutta la settimana, giorno per giorno. Vuole vedere bel calcio. I tifosi hanno palato fine”. 

Prossima gara di campionato Napoli-Bologna… “Difficile fare pronostici, non si azzeccano mai. Ma non sarà facile. Sotto il profilo  tecnico il Napoli ha sicuramente qualcosa in più, ma ha speso molto in Champions sia dal punto di vista fisico che nervoso.  Sarà una settimana particolare. Il Bologna avrà sette giorni più tranquilli. Credo sarà un match equilibrato. Sono un tifoso di entrambe le squadre. Ho avuto grandi soddisfazioni sia in azzurro che in rossoblu”. 

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